Vasetti di marmellata di cedro ricetta calabrese: scorza, ammollo e cottura

Marmellata di cedro calabrese: scorza, ammollo e cottura

Per una marmellata di cedro calabrese riuscita servono 1 kg di cedri, 800 g di zucchero e 400 g di acqua per lo sciroppo, con il frutto usato intero. L’amaro si gestisce scegliendo tra cottura diretta, più profumata, e ammollo di una notte con cambi d’acqua, più dolce ma meno aromatico. Una conserva amara o troppo liquida nasce quasi sempre da due errori: un taglio sbagliato dell’albedo oppure un giudizio sulla consistenza dato a caldo. Entrambi si evitano con poche regole precise.

In breve

  • La polpa pesa circa un quarto del frutto; il resto è scorza e albedo, ricchi di pectina.
  • Cottura diretta: sciroppo bollito 5 minuti, poi 15 minuti di ebollizione con i cedri.
  • Ammollo: una notte, due sbollentature brevi, zucchero pari al peso della frutta scolata.
  • Lunga conservazione: soltanto con la bollitura dei vasetti pieni a bagnomaria.

Il cedro della Riviera dei Cedri: perché è perfetto per la marmellata

Il cedro di Calabria offre poca polpa e moltissima scorza: secondo Nonna Paperina, la parte succosa vale circa il 25% del peso. Il resto è flavedo profumato e un albedo spesso, dove si concentra la pectina. Questa abbondanza rende possibile una marmellata senza addensanti. Infatti la pectina gelifica quando incontra zucchero e acidità, e la polpa del cedro, molto aspra, fornisce proprio l’acido necessario.

Sulla Riviera dei Cedri, tra Santa Maria del Cedro e Scalea, la raccolta segue due tempi. A inizio agosto arrivano i rabbini a selezionare l’etrog per Sukkot, che cade in ottobre; la seconda raccolta avviene invece a novembre. Per la marmellata conviene quest’ultima, perché i frutti hanno completato la maturazione. La tradizione lega il cedro alla Bibbia e, secondo un’ipotesi, alle truppe di Alessandro Magno. Del resto, nelle famiglie ebraiche l’etrog avanzato diventa spesso conserva per Tu Bi’Shvat.

Ingredienti e proporzioni della marmellata di cedro calabrese

Le proporzioni più diffuse per la cottura diretta sono queste:

  • 1 kg di cedri da agricoltura biologica, usati interi;
  • 800 g di zucchero;
  • 400 g di acqua per lo sciroppo, più un bicchiere colmo per la prima cottura.

Il metodo con ammollo, invece, pesa la frutta già bollita e scolata, quindi aggiunge zucchero a peso pari (400 g di agrumi, 400 g di zucchero). Il rapporto cambia perché la frutta sbollentata ha perso acqua e parte dell’amaro.

Anche la scelta tra frutto intero e sola scorza incide su resa e sapore. Con la polpa il vasetto risulta più acidulo e brillante, e la ricetta rende circa un chilo di prodotto. Con la sola scorza si ottiene una crema più densa e aromatica; tuttavia conviene assaggiare e correggere lo zucchero. Chi recupera la polpa avanzata dalle scorzette candite dovrebbe aggiungere un cedro intero, così da non perdere pectina.

Scorza e albedo: come tagliare il cedro senza perdere profumo

Lavi e spazzoli il frutto sotto l’acqua corrente, lo divida in quarti ed elimini i semi. Il flavedo, ossia lo strato giallo, custodisce gli oli essenziali. La parte bianca del cedro, al contrario, porta pectina e una nota amarognola più tenue rispetto ad arancia o pompelmo: in Sicilia molti la mangiano cruda insieme alla polpa.

Quanto al taglio, riduca scorza e albedo a cubetti di pochi millimetri. Il mixer funziona, ma con 7-8 impulsi al massimo: oltre, si forma una poltiglia che cuoce in modo disomogeneo. Nelle cucine della Riviera che ho frequentato per le mie ricerche, le cuoche più esperte lavorano a coltello e conservano quasi tutto l’albedo. Lo riducono solo con frutti piccoli, dove la parte bianca è sproporzionata; in quel caso si sbuccia il cedro a vivo e si affetta via l’eccesso.

Ammollo: quanto tenere a bagno il cedro per togliere l’amaro

Lasciare a bagno i cedri per una notte è il modo più semplice per togliere l’amaro, purché si gestiscano bene i cambi d’acqua. Lo schema più efficace prevede ammollo, poi acqua nuova e due sobbolliture di un paio di minuti, scartando ogni volta il liquido. Di conseguenza i composti amari passano nell’acqua; con essi, però, se ne vanno anche gli oli essenziali.

Esiste poi una via intermedia: un giorno in frigorifero nella stessa acqua, che si cuoce insieme alla frutta. Così si estrae la pectina contenuta nell’albedo senza buttare il profumo, anche se l’amaro resta più percepibile.

Cottura diretta o ammollo con cambi d’acqua: due metodi a confronto

La cottura diretta conviene a chi ama un profilo deciso e dispone di cedri maturi. L’ammollo, invece, si addice a chi ha frutti acerbi o commensali poco abituati all’amaro.

MetodoDurataRisultatoPer chi
Cottura direttameno di 1 oraprofumo intenso, amaro nettopalati esperti
Ammollo e sbollentature1 notte + circa 1 oradolce, aroma tenueprincipianti

Cottura, prova del piattino e invasettamento

Nella cottura diretta, porti a ebollizione i cedri con il bicchiere d’acqua finché questa evapora. Intanto bolla lo zucchero con 400 g di acqua per 5 minuti, fino a uno sciroppo leggermente denso. Unisca, riporti a bollore e cuocia 15 minuti mescolando. Nel metodo con ammollo, invece, servono circa 45 minuti a fiamma bassa.

Bollente, la marmellata sembra liquida; raffreddandosi, però, si rassoda parecchio. Perciò affidi il giudizio alla prova del piattino: versi poche gocce su un piatto freddo e lo inclini. Se la goccia non scivola, spenga.

Sterilizzare i vasetti e conservare la marmellata a lungo

Sterilizzi i vasetti prima di riempirli, in acqua bollente oppure in forno a 100-120 °C per 30 minuti. Riempia a caldo, chiuda e capovolga: il gesto sanifica i coperchi, ma non assicura da solo la formazione del sottovuoto. Per una lunga conservazione occorre la bollitura a bagnomaria dei vasetti pieni. A freddo, controlli che la capsula sia rientrata. In dispensa dura circa tre mesi; dopo l’apertura, va in frigorifero.

FAQ

Come togliere l’amaro dalla marmellata di cedro?

Lasci i pezzi a bagno una notte, poi cambi l’acqua e li faccia sobbollire un paio di minuti, ripetendo due volte. In alternativa, mantenga la cottura diretta ma tagli più fine e usi tutto lo zucchero previsto. Se il vasetto risulta già amaro, si può aggiungere a caldo uno sciroppo di 100 g di zucchero e 50 g di acqua.

Cosa si fa con la buccia del cedro?

La scorza si candisce per panettoni, colombe e pastiere, oppure si mette in infusione nell’alcol per il liquore di cedro. Entra anche nella marmellata, da sola o con la polpa. Come primo passo, acquisti due cedri a novembre, ne candisca le scorze e unisca la polpa avanzata a un frutto intero per la sua prima marmellata.

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