Panorama del borgo degli ulivi in Calabria: uliveti secolari e paesi dell'entroterra

Borgo degli Ulivi in Calabria: uliveti secolari ed entroterra

Il Borgo degli Ulivi Natural Resort si trova a Sellia Marina, in località Don Nicola (provincia di Catanzaro), sulla costa ionica, a pochi chilometri da Catanzaro Lido e dagli aeroporti di Crotone e Lamezia Terme. Gli ulivi secolari più imponenti della regione crescono invece nella Piana di Gioia Tauro, sul versante tirrenico, mentre Squillace e Badolato offrono, più vicino, olivi antichi e borghi vivi. Conviene quindi organizzare il viaggio in base alla stagione, ai frantoi e a ciò che minaccia davvero questi alberi.

In breve

  • Oliveti monumentali di Gioia Tauro: 2.434 ettari iscritti al Registro nazionale.
  • Piante alte fino a 20 metri, con un sesto d’impianto di 15×15.
  • Badolato: oltre 60 residenti stranieri nel centro storico (dati 2021).
  • Periodo ideale: autunno, tra raccolta e camminate delle Città dell’Olio.

Il Borgo degli Ulivi a Sellia Marina, base sulla costa ionica

Il resort, un villaggio a 4 stelle pensato per famiglie, sorge davanti al mare tra pini marittimi, eucalipti e ulivi. Attenzione però alle omonimie: esistono strutture chiamate Borgo degli Ulivi ad Ansedonia, in Toscana, e a Palazzolo Acreide, in Sicilia, oltre che in Abruzzo. Verifichi perciò sempre il codice postale 88050 prima di prenotare.

Da Sellia Marina, inoltre, la direttrice verso Crotone porta ai frantoi dell’Alto Crotonese. Lì si produce una delle tre DOP calabresi, insieme a Bruzio e Lametia. La cultivar di riferimento è la Carolea, la più diffusa tra le cultivar calabresi. Diversi antichi frantoi della zona conservano reperti legati ai monaci basiliani, arrivati nel VI secolo, e propongono visite guidate con degustazione su prenotazione. Un consiglio pratico: l’Alto Crotonese DOP esprime il meglio entro 4-6 mesi dalla spremitura. Quando acquista olio d’oliva extravergine in frantoio, quindi, controlli la data di molitura.

Dove vedere gli ulivi secolari in Calabria

Gli oliveti monumentali della Piana di Gioia Tauro

Tra Gioia Tauro, Rizziconi e Taurianova, circa 2.434 ettari sono tutelati come paesaggio rurale storico. Secondo la scheda del Registro, la potatura era una pratica sconosciuta: da qui il portamento monumentale degli alberi, che raggiungono i 20 metri. Il sesto d’impianto di 15×15 lasciava spazio agli agrumi, coltivati in consociazione sotto le chiome. La coltura si sarebbe estesa dopo il 1669, secondo Cittanova Online, e nel Seicento era l’unica attività economica in crescita.

Per chi osserva da vicino, c’è un dettaglio che le guide trascurano. Data la mole delle piante, le olive cadono a terra stramature e si raccolgono con spazzolatrici, anche per sei mesi nelle annate di carica. Ne deriva spesso un olio lampante, con acidità tra 4 e 12 gradi.

Tra Squillace e Badolato, gli ulivi della Magna Grecia

Restando sul versante ionico, l’itinerario più coerente sale verso i paesi dell’entroterra catanzarese. A Squillace, centro del culto di Minerva in epoca magnogreca, si stendono ancora vasti uliveti appartenuti ai baroni Mazza e Paparo, come ricorda Domenico Lanciano su La Nuova Calabria. Badolato, che ricadeva nell’area sacra alla dea, custodisce esemplari ultrasecolari, per esempio in località Lacco.

AreaVersanteCosa osservare
Piana di Gioia TauroTirrenicoOlivi fino a 20 m, agrumi consociati
SquillaceIonicoUliveti storici, memoria di Minerva
BadolatoIonicoEsemplari ultrasecolari, borgo abitato
Alto CrotoneseIonicoFrantoi visitabili, DOP

Badolato e i paesi dell’entroterra che rinascono

Badolato mostra come si contrasta lo spopolamento dei piccoli comuni. Tra il 1986 e il 1988 il borgo veniva definito “paese in vendita”. Poi, il 27 dicembre 1997, sbarcarono alla Marina oltre 800 curdi, e molti abitanti consegnarono loro le chiavi delle vecchie case. Da quell’esperienza, intorno al 2000-2001, è nato un modello pionieristico di ospitalità diffusa.

Secondo Mezzogiornoitalia, nel 2021 il centro storico contava oltre 200 domiciliati, di cui più di 60 stranieri. Circa 80 famiglie, soprattutto nordeuropee, avevano comprato casa nel borgo e un altro centinaio alla Marina. Nelle mie ricerche sul campo, del resto, noto che questi nuovi residenti acquistano spesso piccoli appezzamenti di ulivi. Eviti agosto, però: il flusso turistico diventa sproporzionato.

Espianti, abbandono e tutela degli ulivi monumentali

La minaccia più insidiosa è lo sradicamento di piante centenarie, rivendute e trapiantate in proprietà private. Lo segnala la stessa scheda del Registro nazionale per la Piana di Gioia Tauro. Si aggiunge un fenomeno meno visibile: dentro i sesti larghi si piantano nuovi olivi, e così il bosco storico perde la sua geometria.

Altri fattori premono dall’esterno. Kiwi e impianti di olivo ad alta densità con irrigazione appaiono estranei al paesaggio locale. Urbanizzazione e discariche abusive completano il quadro. Anche a Badolato, in contrada Kardàra, molti ulivi secolari sono stati sacrificati all’espansione edilizia. Infine pesa l’economia: il bosco di ulivi rende poco, perciò la frammentazione delle aziende favorisce l’abbandono. In pratica, comprare olio dai produttori della Piana resta la forma di tutela più concreta.

Quando andare: raccolta delle olive e camminate tra gli olivi

L’autunno è la stagione giusta: tra ottobre e novembre si apre la raccolta delle olive, e i frantoi lavorano a pieno regime. L’Associazione Città dell’Olio ha inoltre istituito la Camminata tra gli olivi, la cui prima giornata nazionale, il 29 ottobre 2017, ha coinvolto 120 comuni in 18 regioni. Gli itinerari calabresi uniscono oliveti secolari, antichi frantoi e vestigia greche.

Un’avvertenza utile: nella Piana di Gioia Tauro la raccolta da terra si prolunga per mesi, dunque anche l’inverno offre scorci di lavoro agricolo. Come primo passo, consulti il calendario autunnale delle Città dell’Olio e prenoti una visita in frantoio nell’Alto Crotonese per i giorni del Suo soggiorno.

FAQ

Dove si trova il Borgo degli Ulivi in Calabria?

Il Borgo degli Ulivi Natural Resort si trova in località Don Nicola, 88050 Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, sulla costa ionica. È vicino a Catanzaro Lido e agli aeroporti di Crotone e Lamezia Terme. Non va confuso con le strutture omonime di Ansedonia, in Toscana, e di Palazzolo Acreide, in Sicilia.

Dove si trovano gli ulivi secolari più antichi della Calabria?

I più celebri crescono nella Piana di Gioia Tauro, tra Gioia Tauro, Rizziconi e Taurianova: 2.434 ettari di oliveti monumentali iscritti nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, con alberi alti fino a 20 metri. Sul versante ionico, invece, esemplari ultrasecolari si trovano a Badolato e negli uliveti storici di Squillace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

due × quattro =

Torna in alto
Calabria Autentica
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.